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Gli anolini piacentini

26/03/2013

La pasta ripiena e’ il vero piatto commune di tutta la cucina padana. Si trova infatti lungo tutta la via Emilia (ma anche in Veneto) interpretata in modi differenti, ma la sostanza non cambia. Si tratta sempre di pasta fatta con uova, frina ed acqua, ripiena poi di carne, formaggio, erbe e uova in diverse condinazioni.  La forma del prodotto finale ed il nome fanno la differenza. Si va dall’anolino, al raviolo al tortello, al cappelletto.

L’origine e’ incerta ma nel medioevo e’ gia’ citato da Salimbene e poi dal Boccaccio, che ricorda i ravioli del paese di Bengodi nella terza novella dell’ottava giornata del Decameron. I longobardi conoscevano l’uso dello stracotto di manzo ed e’ probabile che questa popolazione abbia contribuito alla nascita del piatto piu’ importante della cucina padana. Nel XV secolo Martino da Como, unitariamente riconosciuto come il piu’ grande cuoco del suo tempo, preparava ravioli di carne di maiale e vitello avvolta in sfoglia sottile, cotti in brodo di cappone.

A Piacenza il raviolio si chiama anolino, la pasta generalmente e’ fatta con poche uova, il ripieno e’ realizzato con stracotto di manzo magro tritato, pane gratiggiato scottato con il sugo dello stracotto, formaggio grana, uova e noce moscata. Lo si serve in brodo di carne nelle feste piu’ importanti dell’anno ed in particolar modo a Natale.

 

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